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«NORMATIVA A SOSTEGNO DELLE VITTIME DI RACKET E USURA» TAVOLA ROTONDA PER I DELEGATI PROVINCIALI



Catania, 23/06/2010 - L’attività di formazione e informazione, uno dei compiti principali della Confcommercio di Catania - Imprese per l’Italia, si è svolta stamattina con una tavola rotonda sul contrasto all’illegalità dedicata ai delegati provinciali dell’associazione.
All’incontro, tenuto dal coordinatore delle Associazioni antiracket del Sistema Confcommercio Claudio Risicato, dal vice direttore provinciale della Confcommercio Giuseppe Cusumano e dal magistrato Marisa Acagnino, hanno preso parte i rappresentanti delle 33 sedi della Confcommercio ricadenti nella provincia di Catania.
Confcommercio opera da sempre per osteggiare la malavita organizzata e, soprattutto, i fenomeni di estorsione e usura, problemi che affliggono non solo commercianti e imprenditori ma, sul piano etico, ogni singolo cittadino, tutta la comunità è in qualche modo condizionata dalla mafia.
“Cosa Nostra – ha riferito il coordinatore delle Associazioni antiracket del Sistema Confcommercio Claudio Risicato – grazie alle estorsioni incamera oltre 100 miliardi di euro l’anno (dato, per difetto, relativo al 2006, fonte Banco di Sicilia). Se questi soldi fossero investiti nell’economia siciliana quanti posti di lavoro potrebbero essere creati per i nostri giovani? La lotta alla criminalità organizzata è un preciso dovere di tutti i siciliani – ha continuato Risicato – perché la criminalità prolifera dove c’è ricchezza ma frena lo sviluppo economico.
E’ quindi dovere di ogni imprenditore che cade nella morsa dell’usura o del racket del pizzo quello di denunciare”.
Il compito dei delegati, tramite diretto tra gli imprenditori della provincia e le associazioni antiracket, quattro quelle nate in casa Confcommercio, e le istituzioni, è proprio quello di esortare alla denuncia e fornire supporto alle vittime portandole a conoscenza di quegli importanti strumenti finanziari ai quali accedere per ridare ossigeno alle loro imprese ma anche per sostenere la legalità e indebolire l’associazione mafiosa rinvestendo i soldi nelle aziende.
“Le associazioni provinciali – ha spiegato il vice direttore provinciale della Confcommercio Giuseppe Cusumano – sono organismi vicini alle imprese.
La funzione dei delegati è quella di instaurare con gli imprenditori un rapporto amichevole, basato sulla fiducia, cosicché possano aiutarli a scardinare la diffidenza e invitarli alla denuncia di quegli episodi che sviliscono l’attività del lavoratore già tartassato dalla crisi del momento e dai problemi gestionali che affliggono le aziende”.
Brillante ed esaustivo l’intervento della dottoressa Marisa Acagnino, da sempre impegnata con la Confcommercio nell’attività di informazione nelle scuole, chiamata questa volta a illustrare le normative idonee a dare sostegno economico alle vittime del racket e dell’usura.
“Spesso il commerciante taglieggiato ha difficoltà a recarsi direttamente presso le forze dell’ordine per denunciare – ha detto la Acagnino rivolgendosi alla platea – per questo voi delegati zonali, che siete l’anello di congiunzione tra realtà commerciali e istituzioni, avete il compito di raccogliere le confidenze degli imprenditori e invitarli a denunciare.
Unico modo per interrompere l’attività dell’usuraio, intervenuto a modo suo come un benefattore in un momento di difficoltà dell’imprenditore.
Nella prima fase, per evitare l’esposizione, non occorre recarsi presso le forze dell’ordine, basta dare indicazioni alle associazioni antiracket o alla Confcommercio.
Se non ci sono segnalazioni precise da parte del commerciante non si può attivare nessuna forma di tutela normativa per accedere ai finanziamenti. Tutto può essere formalizzato anche dopo l’avvio delle indagini investigative o addirittura dopo l’arresto dell’estortore.
L’importante – ha continuato la dottoressa Acagnino – è comunicare sin dalle prime avvisaglie e non aspettare di ritrovarsi con l’acqua alla gola.
Se la collaborazione inizia subito si raggiungono risultati immediati perché solo con il procedimento penale in corso è possibile accedere agli strumenti finanziari, è sufficiente anche una denuncia contro ignoti”.
Ma il passaggio più interessante dell’intervento di Marisa Acagnino è stato quello relativo ai benefici della normativa. “Grazie a questo strumento – ha spiegato il magistrato – è possibile ottenere da subito la sospensione delle procedure esecutive, tipo le ipoteche, ma anche delle procedure esecutive di tipo fallimentare. Interventi utilissimi per l’imprenditore. Inoltre, ma dopo circa uno o al massimo due anni, sarà possibile ottenere il risarcimento dei danni attingendo al fondo unico giustizia, creato con i beni sequestrati alla mafia, al quale possono accedere le vittime del racket e dell’usura a patto che venga poi reinvestito nell’impresa. E ancora, la normativa prevede per le vittime che hanno denunciato la sospensione delle tasse regionali, quali l’Irpef o quelle comunali come ICI e Tarsu, la rateizzazione delle utenze relative all’impresa, luce, acqua, telefono, ecc. e il rimborso dei contributi previdenziali”.

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